Galleria
mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterOggi136
mod_vvisit_counterIeri220
mod_vvisit_counterQuesta settimana2407
mod_vvisit_counterUltima settimana3257
mod_vvisit_counterQuesto mese1395
mod_vvisit_counterUltimo mese13873
mod_vvisit_counterSempre122679
Traduci sito
Gen
12
2012

Passeggiata lungo i sentieri dei Sieli 2011 - Giusanna Di Stefano

Scritto da Carmelo Liseo Ultimo aggiornamento (12 Gennaio 2012)
PDFStampaE-mail
Oggi è giornata preludio dell’estate: metto in moto e vado. Mi reco a Motta S. Anastasia per documentare un’importante iniziativa in favore dell’ambiente, cogliendo l’invito dell’Associazione Turistica Pro Loco. Si tratta della “XII Passeggiata lungo i sentieri dei “Sieli”, un’escursione all’interno di un'area geografica singolare che merita di essere tutelata in virtù del suo valore naturalistico e paesaggistico.
Per raggiungere i “Sieli”, situati a valle del paese, bisogna percorre una stradina scoscesa che dalla piazza centrale porta in giù all’ingresso dell’area naturale che ci apprestiamo a conoscere.
 
 
Un mite asino “parcheggiato” alle porte dello sterrato d’ingresso accoglie i visitatori. I “Sieli” prendono il nome dall’omonimo corso d’acqua che li attraversa. Le acque prodotte dallo scioglimento dei nevai dell’Etna, incontrando lo strato impermeabile d’argilla, riemergono dando vita al torrente.
 
 
Qualche centinaio di metri oltre il placido quadrupede, acuto e insolente giunge il rombo della marmitta di un “motociclista sciolto”, che tramortisce l’udito del gruppo! Il luogo infatti, è spesso frequentato da centauri e fuoristradisti che, per provare le loro abilità, non esitano ad interrompere i bucolici idilli degli escursionisti appiedati…
 
Lungo i sentieri dei “Sieli” si scorgono paesaggi gentili, fatti d’argilla: colline d’erba rasa ed alberi d’ulivo, fichidindia e fiori selvatici; aromi di vegetali dall’inebriante profumo. I colli dei “Sieli” sono caratterizzati dai cosiddetti “Calanchi”, ovvero solchi d’erosione naturale, profondi e stretti, prodotti dal ruscellamento delle acque meteoritiche. Respiro la terra siciliana “a più non posso”, anche se il passaggio di KTM, Yamaha YZ e Honda CR è incessante...
 
Durante una delle soste “contemplative” ecco che tra l’obbiettivo e l’orizzonte appare un “crossista sciolto”. Il tale porta a suo séguito una signora con ciabatte su piedi ciondolanti. Verosimilmente, credo che ciascun avventore, dal suo punto di vista, si chieda: “Ma che ci fanno questi, qui?”.
 
Lo scenario naturale dei “Sieli” è essenziale, incantevole. Tuttavia, ferito. L’impronta dei copertoni dei fuoristrada e delle moto da enduro e da cross è la prova del quotidiano “attacco” alla sua “pelle”. Sui fianchi dei colli d’argilla è evidente la presenza di solchi come sentieri artificiali.
 
 
Giunti ai piedi di uno dei colli di Poggio Guardia due “outsider”, bardati di tutto punto, conquistano un solco in soli 10 secondi. Noi appiedati, a questo punto, ripieghiamo per un altro sentiero, molto più arduo e meno lineare.
 
Per scalare Poggio Guardia impieghiamo 45 minuti di cammino. Per via della forte pendenza e della friabilità del terreno si procede a passo moderato e zigzagato. Nel gruppo ci sono anche anziani e bambini, ma intendiamo ad ogni costo raggiungere la vetta, da dove, ci assicura la guida, si può godere una rara veduta.
 
Intanto alla base del colle si attardano gli ambientalisti più “intolleranti” all’invasione dei centauri. In nome del buon senso cercano di scoraggiare le rumorose e molteplici imprese da “grip”. Ma è risaputo:  nulla può tenere a bada l’adrenalina di chi pratica il motociclismo estremo…
 
A un livello prima della vetta, silenziosissimo, il volo di un aliante saluta il nostro arrivo in cima. Sono senza fiato per il sudore della salita e per l’emozione. Quassù è lo spazio infinito. Un vento leggero asciuga la fatica e la t-shirt. Non sento affatto la mancanza della mia Suzuki: certe prove si affrontano con le proprie gambe.
 

Faccio conoscenza col tipo che comanda l’aeromodello. Prima del nostro arrivo era solo e beato a “quote elevate”. Poi, dal nulla, uomini, donne, bambini e cani si sono materializzati tutti attorno. Per chiudere in bellezza, l’ennesimo, brillante crossista lascia una nuvola di polvere e insolenza accanto a noi. Continuando a pilotare il suo aliante, le sole parole che l’uomo ha esclamato sono state: “Non c’è pace tra gli ulivi!”.
 
Foto e testo di Giusanna Di Stefano
 
 
Dic
15
2011

Buone Feste!!!

Scritto da Carmelo Liseo
PDFStampaE-mail

 

 

 

 

Dic
15
2011

XIII Novena di Natale itinerante

Scritto da Carmelo Liseo
PDFStampaE-mail

 

Dic
15
2011

Natale in Provincia con le Pro Loco 2011

Scritto da Carmelo Liseo Ultimo aggiornamento (15 Dicembre 2011)
PDFStampaE-mail

 

 

La Pro Loco di Motta Sant’Anastasia, anche quest’anno, ha realizzato un presepe in Piazza Umberto I, per poter far ammirare le antiche tradizioni legate alla Natività del nostro territorio, con la collaborazione dell’artista mottese Santo Pulvirenti. La realizzazione di questo presepe,  rientra nell’itinerario dei presepi che la Provincia Regionale di Catania ha promosso con il progetto “Natale in Provincia con le Pro Loco” in collaborazione con L’UNPLI Sicilia.

La Pro Loco di Motta Sant’Anastasia, ha voluto anche realizzare, un’icona votiva all’interno del Castello Normanno, addobbata con arance, mandarini, rami di asparagina e cotone, per ripristinare l’antico uso contadino che rendeva omaggio al Natale, attraverso la semplicità dei prodotti della terra.

L’immagine della “Sacra Famiglia” inserita nell’icona è stata realizzata su tela da una  giovane pittrice di Motta Sant’Anastasia: “Verdiana Sparacino”.

 

 

 

Nov
30
2011

11° Concorso di Poesia Dialettale Siciliana "Carmunu Carusu"

Scritto da Carmelo Liseo
PDFStampaE-mail

 

Organizzato dalla Pro Loco della presidente Maria Grazia Accordino, col patrocino del Comune, allo scopo di salvaguardare lo specifico culturale del proprio territorio, costituito in questo caso dal linguaggio dialettale ereditato dal passato della comunità, anche quest’anno si è svolta, domenica 27 novembre, la serata finale del Concorso di poesia dialettale, giunto all’undicesima edizione, intitolato al sommo poeta locale “Carmunu Carusu” (1840-1914), pueta di la Motta e forsi ‘ntisu”, la cui opera di autore analfabeta, definita dall’indimenticabile prof. Nino Puglisi, per decenni bibliotecario comunale, come il buon pane del forno a pietra, è stata pazientemente raccolta per trasmissione orale di tanti anziani che l’avevano conservata nella memoria e nel cuore proprio a cura do prufissuri Pugghisi nel volume cimelio di molte famiglie mottesi.
Tra le note  dell’undicesimo “trionfo” della poesia, il fatto che il consueto e prezioso coinvolgimento della locale comunità scolastica si è svolto in una giornata separata, appositamente dedicata agli studenti dell’Istituto comprensivo “G. D’Annunzio”, guidati con mano sicura dal prof. Simone Caruso alla scoperta di Carmunu Carusu, e il record di partecipanti, ben 77 poeti, residenti in varie località della Provincia, dell’isola e del Paese, e in numero crescente nello stesso paese do zu Carmunu, il che costituisce un buon viatico per il futuro di un concorso ormai affermato nel panorama siciliano. “Tanta partecipazione di poeti- commenta la presidente Maria Grazia Accordino, anche a nome di soci e volontari della Pro Loco –ci riempie di gioia e ci ripaga dei sacrifici che ogni anno facciamo per assicurare la continuità del Concorso”. A garantire il sostegno dell’amministrazione comunale, a cominciare dal ripristino della foto sulla tomba do zu Carmunu, il primo cittadino Angelo Giuffrida, in compagnia del presidente del Consiglio comunale Anastasio Carrà e dell’assessore alla Cultura Vito Caruso.
La giuria composta dalla presidente prof.ssa Antonella Dolei, dall’ex dirigente scolastico  Simone Caruso (grande estimatore do zu Carmunu, ed in possesso di vario materiale inedito sul poeta mottese, ed in particolare di un’opera chiamata U Ucceri, prossima alla pubblicazione), dal prof. Santo Privitera, presidente dell’associazione culturale “Vincenzo Paternò Tedeschi” di Catania, dalla prof.ssa Maria Sambataro, e dai poeti Nino Tomasello, Sebastiano Di Stefano e Pippo Consoli, quest’ultimo mottese dalla rima facile ed espressiva, ha incoronato quest’anno questa triade: al primo posto Gaetano Petralia (Catania) con “L’amicu mindicanti” (Nell’abbraccio del poeta, rivolto a un vecchio mendicante, amico d’infanzia ritrovato, c’è un inno alla fratellanza umana), al secondo Alfio Naso (Belpasso) con “Lampidusa” (L’isola diventa un essere vivente che soffre per i migranti assetati e affamati di libertà) e al terzo Angelo Vecchio (Acireale) con “Sentu na vuci” (Una voce interiore rasserena il poeta e gli fa superare con la poesia le angosce quotidiane).
Nella Sezione “Segnalati”, la Giuria ha invece inserito Giuseppe Gerbino (Scuru), Saverio Malgioglio (Vicchiania), Giuseppe Tomasello (Vermi lucenti), Nino Sava  (Siciliani, italiani di periferia), Isaia Costanza (Lu vastuni di me patri), Giuseppe Vultaggio (Cunferma d’amuri) e Luciano Gullotto (La stazioni di campagna).  Segnalazione di merito, sul campo, per la rima vivace e incisiva del giovanissimo mottese Gabriele Musumeci, autore della poesia “A Carmunu Carusu”, e apprezzamento per la poesia della Signora Cristina Drechsel dedicata alla mamma.
Come nelle scorse edizioni, la cerimonia conclusiva del Concorso è stata preceduta dalla deposizione di una corona d’alloro davanti al busto bronzeo (opera dello scultore mottese Benedetto Scalirò, morto a quasi 95 anni il 7 febbraio 2010) del grande poeta locale nel viale a lui intitolato e dalla recita di poesie inedite dedicate o zu Carmunu dai poeti Alfio Naso, Nino Tomasello e Pippo Consoli. Particolarmente gradita domenica la  presenza della vedova dello scultore Benedetto Scalirò, Signora Teresa Piemonte, e della nipote, Signora Adriana Cosentino.
A seguire, nella superba cornice della sala a piano terra del castello normanno, la  presentazione (vita, opere, poetica) do zu Carmunu a cura del prof. Simone Caruso, che è anche l’autore delle motivazioni dei premi ai vincitori del Concorso, motivazioni che per la loro raffinatezza sono divenute un valore aggiunto della manifestazione, ambite dai poeti quasi più delle coppe che portano a casa. La serata ha poi offerto una vera e propria sagra della poesia dialettale, dalle rime dei tre premiati, omaggiati con la coppa, a quelle dei segnalati, destinatari delle targhe, a quelle di molti partecipanti, gratificati dall’attestato e soprattutto dalla possibilità di recitare il proprio componimento. Molto toccante, infine , quello dedicato dal poeta Nino Tomasello al defunto collega Giovanni Torrisi, membro della giuria del Concorso sino alla prematura scomparsa.

 

 

 

Pagina 1 di 4
Eventi
Non ci sono eventi al momento.
Archivio Articoli
Sondaggi
Cosa ne pensi del nuovo sito della Pro Loco?
Utenti Online
 4 visitatori online